Visualizzazione post con etichetta Montichiari (Bs). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Montichiari (Bs). Mostra tutti i post

PALAZZO PILATI a Montichiari (Bs)

Palazzo Novello sorge in un piccolo e romantico borgo a ridosso del colle di San Pancrazio a Montichiari – Borgo Sotto, appunto – da sempre conosciuto per i suoi edifici seicenteschi e settecenteschi, ognuno con il suo giardino interno, qualcuno addirittura con un magnifico brolo.

Camminare per le sue vie strette è come fare un tuffo in un’altra epoca.
Tra le vecchie botteghe e la curva prima della chiesetta, sorge Palazzo Pilati, ora Palazzo Novello, una delle dimore più prestigiose di questa zona. Venuto alla luce come modesta abitazione rurale nella prima metà del XVIII secolo, viene poi trasformato progressivamente in dimora nobiliare nel corso del secolo successivo dalla Famiglia Guerrini e poi dalla Famiglia Pilati.

I Pilati avevano come stemma della famiglia un giglio d’oro in un campo blu tra due rastrelli d’argento. Ci piace credere che questo sia un segno del destino, perché la nostra famiglia si è sempre occupata di progettazione e realizzazione di giardini.
Sarà un caso? Chi lo sa! Quel che è certo è che sono stati proprio i Pilati a portare avanti lo sviluppo dell’edificio, che esternamente appare con un lungo e severo prospetto.

Varcato il portone, ecco il giardino in tutto il suo splendore: lo spazio verde fa con delicatezza da tramite tra l’esterno e l’interno. Appena dentro, tutti restano colpiti dal settecentesco scalone d’onore, che sale al piano nobile.
Attribuito all’architetto bresciano Gaspare Turbini, l’ambiente che ospita lo scalone è impreziosito da lesene in stucco con capitelli e da un soffitto ligneo incentrato sulla rampa centrale delimitata da un’elegante ringhiera di colonnine in pietra, che porta alla base di un grande affresco raffigurante la lotta di Ercole con il leone di Nemea.

Alzando lo sguardo potrai apprezzare l’affresco, molto ben conservato, in cui un vecchio e stanco Ercole sorretto da una figura alata e senza la sua mitica clava viene accolto da Giove nell’Olimpo.
Al piano nobile avrai inoltre l’occasione di visitare il Salone d’Onore con i suoi resti di affreschi, delimitati da uno zoccolo in finto marmo e candelabri.
Qui tutto sa raccontare cosa è stato. Nel periodo risorgimentale ha soggiornato qui anche l’eroe bresciano Tito Speri, su invito del suo tutore Giuseppe Pilati.

Gli ospiti di Palazzo Novello godono di un trattamento speciale. Perché noi amiamo i dettagli.

    • Aria condizionata e riscaldamento autonomi;
    • Wifi interno/esterno gratuito;
    • Sala riunioni e meeting;
    • Hotel pet-friendly
    • no ascensore
    • deposito bagagli
    • servizio concierge
    • APERTO TUTTO L’ANNO (escluso Natale)
    Pace e tranquillità caratterizzano la vita a Palazzo Novello e, anche nella privacy della tua stanza, puoi godere dei migliori comfort, più che a casa.




    Un luogo non solo si visita, ma si gusta. Per questo cercheremo di stuzzicare il tuo palato con drink e piccole prelibatezze.
    Goditi il relax più totale all’interno del Palazzo. Rilassati nel nostro grande e verde giardino, leggendo un buon libro o abbandonandoti su uno dei nostri comodi lettini prendisole.

CASTELLO BONORIS a Montichiari (Bs)

 Le prime notizie circa una struttura fortificata posta sul colle San Pancrazio di Montichiari risalgono attorno all'anno mille, quando sul sedime occupato dall'odierno castello s'erigeva una rocca, divenuta negli anni di primaria importanza per la difesa del territorio e della sua popolazione. In data 23 aprile 1167, i conti Longhi concedettero agli abitanti i diritti feudali su metà del loro contado, gettando in tal modo le basi che diedero successivamente origine al comune; mentre nel 1168, la fortificazione fu rasa al suolo.

Nel corso dei secoli perse la sua funzione difensiva e subì devastazioni e saccheggi. A fine Ottocento il comune vendette l'area su cui sorgevano le rovine della fortificazione. La ricca famiglia Bonoris divenne proprietaria dell'area: il nobile Gaetano Bonoris ne entrò in possesso il 20 aprile del 1890 sottoscrivendo con il comune un impegno per la riedificazione del maniero, che egli volle imponente in stile neogotico e con un ampio parco, sul modello dei castelli valdostani e piemontesi. Il progetto fu inizialmente affidato all'architetto Antonio Tagliaferri, il quale ne elaborò una fedele ricostruzione del precedente aggiungendovi, al contempo, elementi e spunti voluti da Bonoris ispiratigli dalla rocca medievale di Torino, edificata per l'Esposizione generale italiana del 1884. A causa delle numerose modifiche e delle subitanee richieste del committente, Antonio Tagliaferri abbandonò l'impresa. Bonoris si rivolse dunque al nipote di Antonio, Giovanni Tagliaferri, per poter proseguire il progetto, tuttavia senza seguito; infine, per mezzo dell'esperienza di Alfredo d'Andrade, giunse a confidare nel lavoro congiunto di Carlo Melchiotti e Giuseppe Rollini, il primo per la struttura, mentre il secondo per le decorazioni. I due si misero all'opera e, sulla base del progetto di Tagliaferri, applicandovi le modifiche desiderate da Bonoris, pervennero a concludere i lavori nel 1900. Nel corso dei lavori furono ritrovate alcune monete risalenti alla dominazione dei Malatesta. Per quanto concerne la parte decorativa e pittorica curata da Rollini, egli realizzò i dipinti del XV secolo impiegando i cartoni usati a Torino, principalmente quelli del castello della Manta, mentre mobilio e arredamenti furono foggiati, tra il 1900 e il 1907, da Carlo Alboretti riproducendo quelli della rocca di Torino, a sua volta improntata al castello di Fénis.

Alla morte del conte Bonoris, sopraggiunta il 19 dicembre 1923, il castello fu ereditato tramite testamento dal cugino Ercole Soncini di Brescia. Quest'ultimo vendette nel 1965 la proprietà ai Silenziosi operai della Croce che l'impiegarono per scopi religiosi e assistenziali. In occasione di alcuni lavori compiuti in via 25 aprile, nel mese di settembre del 1975, furono rinvenuti alcuni passaggi che univano la rocca alle mura. La torre più elevata del complesso subì gravi danni in luogo d'un incendio divampato nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1977. Nel 1996 è passato in proprietà al Comune di Montichiari, che lo utilizza per feste e manifestazioni.

Piano interrato
  • ampia cucina, ispirata a quella del castello di Issogne
Piano terra
  • sala delle armi (lato nord)
  • sala da pranzo (lato est) il cui soffitto è ispirato al castello di Strambino, mentre nel fregio sottostante Giuseppe Rollini ha riproposto il "tema dei giullari" dell'antica osteria di Bussoleno
  • cappella (lato sud) ispirata al castello di Issogne, sulla cui parete di fondo Giuseppe Rollini ha riprodotto la Salita al Calvario di Giacomo Jaquerio custodita nella sagrestia dell'abbazia di Sant'Antonio di Ranverso
Primo piano
  • sala di rappresentanza (nord) riprende per dimensioni e personaggi raffigurati la sala baronale, altresì detta degli Spagnoli, del castello della Manta
  • camera reale (est) con un letto a baldacchino e tappezzeria a fresco, ove è ripetuto il motto FERT dell'ordine supremo della Santissima Annunziata
  • camera dei leoni (sud) deve il proprio nome alle raffigurazioni presenti sulla tappezzeria
Secondo piano
  • stanze per gli ospiti
  • stanze per il personale di servizio

Il Castello Bonoris riapre a fine marzo 2022. Consentita la visita guidata esclusivamente su prenotazione chiamando lo 030/9650455 o inviando una email a: info@montichiarimusei.it.

MONTICHIARI (Bs)

 Monsignor Angelo Chiarini, storico della città di Montichiari, fa risalire la nascita del comune al 23 aprile 1167, con l'investitura feudale dei cittadini di Montichiari da parte dei conti Longhi. Ancora prima della fondazione il territorio veniva chiamato: Montis Clari (1099). Nel tempo esso subirà diverse trasformazioni seguendo l'evoluzione dell'italiano: Monteclario (1101), Monteclaro (XIII secolo), Montechiaro (XVI secolo), Montechiaro sul Chiese (1877) ed infine Montichiari. Se chiara risulta l'evoluzione del nome del comune, parzialmente oscura è invece la sua etimologia. Tradizionalmente, il nome Montichiari viene fatto derivare dall'antico nome romano Minervium, dato che venne eretto (sull'attuale colle san Pancrazio) un tempio in onore di Minerva. È forse più probabile, come sostiene Angelo Chiarini, che il termine derivi dall'unione del termine latino montes, nel volgare montis ("colli"), e di clari (termine che può assumere sia il significato di "privo di alberi" sia quello di "chiaro", in riferimento al colore di una creta particolarmente chiara che sorgeva nei pressi del primo luogo abitato).L'ambiguo utilizzo del plurale (Montis Clari e, poi, Montichiari) e del singolare (Montechiaro) potrebbe dipendere «dall'essersi attribuito talvolta il nome alle varie alture vicine, invece che ad una sola».

La posizione favorevole alla vita umana di Montichiari ha attratto, sin dal paleolitico, gruppi di nomadi come testimoniato da alcuni ritrovamenti di strumenti litici presso monte Rotondo (uno dei sei colli di Montichiari) risalenti a circa 200 000 anni fa.

In seguito al termine della glaciazione di Wurm e al progressivo aumento della temperatura media globale, inizia a diffondersi tra gli uomini la vita sedentaria, ancora di sussistenza, presso luoghi fertili e facilmente coltivabili (come le pianure) e con un abbondante presenza di acqua (come nei pressi di fiumi o laghi). La Bassa Bresciana, compreso il territorio monteclarense, fu sempre luogo di migrazioni e di nuovi stanziamenti umani (metà V millennio a.C.).

Ancora prima dell'influenza celtica o romana, a Montichiari (in particolare sul monte Rotondo e nella parte nord del colle san Pancrazio) il Gruppo Archeologico Monteclarense (GAM) ha rinvenuto oggetti in bronzo, falci e asce (1877), e frammenti di oggetti fittili di possibile influenza terramaricola (1878). Il rinvenimento, nel 1932, di un'ascia in bronzo nel letto del fiume Chiese ha dato un'ulteriore conferma la presenza di un importante insediamento umano della tarda età del bronzo (XIV-XIII secolo a.C.) all'incirca situato presso l'attuale parco del castello Bonoris.

La sopravvivenza di questo macro-insediamento si situa probabilmente fino alla conquista celtica della pianura Padana posta, dagli storici romani, nel 388 a.C. Questo popolo entra presto in contatto con gli Etruschi, con cui instaurano un intenso scambio commerciale ed, inevitabilmente, anche una reciproca influenza culturale: i ritrovamenti di questo periodo nei comuni limitrofi a Montichiari (Castiglione delle Stiviere e Calvisano) variano da reperti celtici (spesso tombe e corredi funerari) ad etruschi (per lo più vasellame).

La dominazione celtica fu però breve; già dal III secolo a.C. i Romani si interessarono ad acquisire nuovi domini nel nord con la fondazione di colonie prima di carattere militare e poi anche di carattere economico (nel tentativo di distribuire terreni ai nullatenenti che, con la conquista della penisola italiana, erano notevolmente aumentati).

Nel 493 d.C. gli Ostrogoti di Teodorico conquistarono la penisola italiana. Della dominazione dei goti (e poi dei bizantini, che riuscirono a riconquistare la penisola fino al 568) non restano prove tangibili se non una lapide funeraria che sarebbe una conferma della presenza di un centro abitato.

Agli inizi di aprile del 568 (dopo varie altre incursioni), l'intero popolo dei Longobardi sconfisse i bizantini e migrò in più parti della penisola italiana. Lo storico dei Longobardi, Paolo Diacono (VIII secolo), scrive nella sua Historia Langobardorum che nel bresciano si stabilì un gran numero di longobardi del ceto nobiliare. La sua affermazione trova riscontro in molte città bresciane: numerosi infatti sono i centri abitati, durante il periodo longobardo (569-774), tra i quali figura Montichiari. Anche se non si hanno documenti scritti di un centro abitato (Paolo Diacono non fa menzione di Montichiari), dal 1998 alcuni scavi, presso una necropoli longobarda sul monte San Zeno, hanno rinvenuto oltre 300 tombe. Un'altra parziale conferma si può trovare in ambito linguistico: parole tipicamente della bassa bresciana (alcune passate poi nel vocabolario italiano) hanno un'origine longobarda.

Nel 1237 il comune fu assediato per due mesi dall'imperatore Federico II e nel 1260 fu messo a ferro e fuoco dal conte di Fiandra. Nel 1357, il conte Lando, con Ugolino Gonzaga e le forze della lega antiviscontea, giunsero nel territorio di Brescia per distogliere le genti di Bernabò Visconti dalle operazioni militari contro Mantova. Presso Montichiari si scontrarono con un grosso contingente visconteo che presidiava il ponte sul Chiese e lo sconfissero, catturando il comandante visconteo. Diversi furono i conflitti che si susseguirono fino al 1426, quando la Serenissima Repubblica Veneta si insediò in queste terre sino al 1797.

Importante è stata anche la presenza di Napoleone Bonaparte a villa Monti-Prignacca di Borgosotto, dal 29 luglio al 1º agosto 1796. A Montichiari Napoleone, nel territorio della brughiera posta a nord-ovest del centro abitato, dopo vari sopralluoghi e indagini, fece edificare, a partire dal 1º marzo 1807, un'importante caserma militare che ricopriva l'estensione di circa un chilometro quadrato, ora completamente distrutta.

La città di Montichiari si fece in seguito onore durante le battaglie di Solferino e San Martino per la costante opera di assistenza ai feriti prestata da tutta la popolazione.

FRAZIONI

 Breda Caterina, Bredazzane, Campagnoli Mattina, Campagnoli Sera, Carotte, Casuccio, Colombara Orlandini, Contrada Marcella, Contrada Bellandi, Dosso, Dugali di Sotto, Fascia d'Oro, Livellazzo, Luogo Nuovo, Madonnina, Novagli, Novagli Campagna, Novagli Sera, Parma, Pisetti, Polonini, Pozzo Cavato, Premoli, Ro, Sacca, San Giorgio, Sant'Antonio, Santa Cristina, Santellone, Santa Giustina, San Bernardino, Teotti, Terminoni, Trainini, Trivellini.

MONUMENTI E LUOPGHI DI INTERESSE

Palazzo Monti della Pieve  Location per eventi

Palazzo Pilati Location per eventi, Luxury B&B

castello Bonoris Museo

Pinacoteca Antonio e Laura Pasinetti

allestita all’interno dell’elegante palazzo neoclassico del vecchio ospedale cittadino, già sede nel XVI secolo della Chiesa di San Rocco e dal 2007 ospitante anche la Biblioteca Treccani, sorta nel 1966. L’esposizione nasce dalla decisione di Laura Pasinetti, nipote dell’artista, di donare alla Città di Montichiari nell’aprile del 2006 il patrimonio famigliare di oltre quattrocento opere tra dipinti, bozzetti, lettere, incisioni e disegni. INGRESSO GRATUITO Lunedì 14.00-19.30 - Martedì 14.00/18.30 - Mercoledì 9.00-12.30/14.00-18.30 - Giovedì 14.00-18.30 - Venerdì 9.00-12.30/14.00-18.30 - Sabato 9.00-12.00/14.00-18.30

Teatro Sociale Gaetano Bonoris

In Piazza Teatro spicca la facciata del grazioso Teatro Bonoris. Nel 1774 si apriva la nuova sala teatrale. La costruzione fu portata a termine nel 1890.

Museo demologico Giacomo Bergomi

Raccoglie circa seimila reperti della tradizione provenienti dalle valli alpine bresciane Val Trompia, Val Sabbia e Val Camonica e dalla pianura, raccolti dall'artista in circa trent'anni. Documenta ogni aspetto del mondo agrario locale connesso alla lavorazione dei campi, all'allevamento del bestiame, all'artigianato e a quelli connessi alle varie fasi della vita umana.

Ogni reperto è catalogato e collegato al nome dialettale dell'oggetto.

Il museo si compone di due sale: permanente, che comprende le fasi del ciclo della vita dell'uomo e dell’anno; la seconda, temporanea, è destinata ad accogliere mostre tematiche a rotazione. Il museo è dotato di un’area riservata alle attività didattiche, di una sala proiezioni e di una sala consultazione dotata di postazioni informatiche e di una biblioteca-mediateca.

Museo storico del Risorgimento Agostino Bianchi

Fu inaugurato il 21 maggio 1934 per volontà di Mario Baratti e allestito nuovamente nel 1944. Importante il lavoro di conservazione intrapreso successivamente dal Maestro Agostino Bianchi. Nel giugno 1978, passato in proprietà al Comune, furono avviati i lavori di ristrutturazione per riadattarne la struttura unitamente all'ampliamento e al riordino delle collezioni; fu nuovamente inaugurato il 4 novembre 1983. Il museo è situato all'interno dell'ex coro della chiesa di Santa Maria del Suffragio e raccoglie, in un percorso cronologico, testimonianze scritte, armi, bandiere, fotografie e cimeli storico-militari attraverso le grandi battaglie: dalla battaglia di Castiglione (1796) alle guerre mondiali del Novecento, passando per il Risorgimento italiano. .

Fra le collezioni, si ricordano: il bullone del motore dell'aereo di Francesco Baracca, recuperato sul Montello laddove precipitò nel giugno 1918; statuti e bandiere delle Società di mutuo soccorso; cinque stereoscopi dotati di sessanta diapositive ciascuno, concernenti il primo conflitto mondiale; la tuta di volo indossata da Arturo Mercanti nel 1929 allorquando, con i piloti Umberto Maddalena e Stefano Cagna, prese parte alle ricerche dei naufraghi del dirigibile Italia. Piazza Teatro, 16

museo Lechi 

Inaugurato nel 2012, è allestito nel Palazzo Tabarino a seguito delle donazioni al Comune di Montichiari da parte di due illustri conti e mecenati, il notaio Luigi Lechi (1926-2010) e l'ingegner Piero Lechi (1930-2013), discendenti della nobile famiglia Lechi di Brescia, riguardanti alcune centinaia di opere d'arte costituite da dipinti (tra cui tele di scuola lombarda dal Cinquecento al Settecento), disegni, stampe, porcellane e una biblioteca di circa 1500 volumi di argomento storico-artistico. Corso Martiri della Libertà, 33. APERTURA con ingresso a pagamento: dal mercoledì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18; domenica dalle 15 alle 19. Infoline: 030/9650455 -

duomo di Santa Maria Assunta 

È la chiesa più importante della città e una delle più maestose in provincia in quanto a dimensioni, materiali, architettura e patrimonio artistico, in parte ricollocato dall'edificio religioso precedente. In particolare, la chiesa conserva un altare dei Corbarelli, uno dei Carra, sculture dei Calegari, una tela del Romanino e la cosiddetta "Croce dei Fogliata", preziosa croce astile quattrocentesca.

Nel 1963 il duomo di Montichiari è stato insignito del titolo di basilica minore.

pieve di San Pancrazio

è un edificio religioso che sorge sopra l'omonimo colle nel comune di Montichiari. Come tutte le chiese del XII secolo, l'edificio è orientato verso est. La muratura è formata da conci squadrati di pietra calcarea bianca ricavata dalle cave di Mazzano e Virle in provincia di Brescia.

Santuario Rosa Mistica - Madre della Chiesa

in località Fontanelle, sulla strada che da Montichiari porta a Carpenedolo. Fu costituito come luogo sacro il 17 aprile 1966, anno in cui la veggente Pierina Gilli sarebbe stata condotta lì dalla Madonna.

Palazzo Mazzucchelli 

Edificato nel XVI secolo, venne riadattato nelle forme attuali nel XVIII secolo a casa di campagna della famiglia Mazzucchelli.

Nel palazzo soggiornò due volte il re Umberto I di Savoia durante le sue manovre militari, la prima nel 1878 e la seconda nel 1890.

Maria Luigia, moglie di Napoleone Bonaparte, fu ospitata nel 1836 in questo palazzo.

Il 22 giugno 1859 Napoleone III stabilì qui il suo quartier generale e incontrò Vittorio Emanuele II per definire la strategia militare alla vigilia della battaglia di Solferino e San Martino.

In una sala interna sono stati ritrovati alcuni affreschi realizzati dal Romanino o dalla sua scuola.


TRADIZIONI E FOLCLORE

Palio dei Novagli

Nella frazione di Novagli si disputa dagli anni ottanta, con ricorrenza annuale, l'omonimo Palio. È una corsa di asini con calesse che si svolge su un percorso circolare tra le case della frazione monteclarense.

Spiedo di Borgosotto

Lo “Spiedo ecologico per le vie del borgo” è una tradizionale manifestazione gastronomica che ogni anno raduna oltre 3000 persone che in tale occasione prendono posto lungo le vie del quartiere storico di Borgosotto, per poter gustare il mega spiedo arrostito in maniera interamente ecologica, infatti la macchinetta viene fatta girare da sole forze motrici cinetiche/naturali ed ecologiche come i pedali di una bicicletta o di una ruota sulla quale si cammina a turno.

Calcetto Saponato

Montichiari è famosa nel bresciano e nell'alto mantovano per due tornei di calcetto saponato che si tengono con cadenza annuale nel centro del paese e nella frazione di Santa Giustina, rispettivamente nei mesi di giugno e luglio. I due tornei accolgono ogni edizione decine di squadre e centinaia di spettatori provenienti da tutta la provincia (e non solo). Ogni anno si registra un aumento delle iscrizioni, sintomo di un evento che attira sempre più attenzioni. In particolare, il torneo del centro vede la sua prima edizione nel 1999 grazie ad un gruppo di ragazzi che fonderanno qualche anno più tardi la MSL ("Montichiari Soaping League"), organo sportivo che si occupa dell'organizzazione del torneo, della formazione professionale degli arbitri e del fornimento degli stessi ai tornei di calcetto saponato.

PALAZZO MONTI a Montichiari (Bs)

 

Situato ai piedi del colle di San Pancrazio, a Montichiari, in un mirabile contesto paesistico dominato dall'omonima pieve romanica, il Palazzo Monti della Pieve di contrada Borgosotto è una dimora del XV secolo. L'antico edificio venne trasformato in villa nel XVIII secolo: le caratteristiche dei saloni affrescati presentano infatti un'impronta barocca, riconducibile alle tipiche calligrafie del Settecento bresciano. Durante i primi decenni dell'Ottocento il Palazzo venne coinvolto in lavori di sistemazione, come testimonia la decorazione di gusto neoclassico del salone principale, dove Napoleone Bonaparte soggiornò e stabilì il suo quartier generale, e dove oggi è possibile celebrare il matrimonio con rito civile. E' varcato il portone d'ingresso che il Palazzo emerge in tutta la sua grazia: è infatti il rapporto visivo con le balze collinari, con il giardino nobile, con il brolo e con il lungo porticato che si affaccia su di essi, a creare una cornice scenografica di rara suggestione.L'ampia sala di fine Quattrocento, cuvage e parte più antica del Palazzo, può ospitare fino a 190 persone, ed attorniata da cinque sale minori con volte a botte e camini decorati. E' anche possibile svolgere il ricevimento sia nel giardino nobile sia nel brolo.

PALAZZO MONTI DELLA PIEVE

Via XXV Aprile, 237 – Montichiari (BS)
Tel. +39 324 845 0530
Tel. +39 335 6474785
info@palazzomontidellapieve.it


GROTTE DI RESCIA (Co)

  Le sette Grotte di Rescia, unite in un unico complesso agli inizi del ‘900, si snodano lungo un  percorso turistico di ca. 500 m  alle pen...