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SANTUARIO DI CARAVAGGIO

Già nel 1432 il vicario foraneo del vescovo di Cremona, Bonincontro de' Secchi, aveva posto sul luogo dell'apparizione, il campo del Mezzolengo, la prima pietra per l'erezione di una cappelletta; per accogliere i numerosi infermi che si recavano in pellegrinaggio presso il luogo dell'apparizione fu edificato anche un piccolo ospedale, accanto alla cappella.

Le cronache del 1516 già descrivono la cappella come una chiesa "veramente insigne, con edifizi adatti, ornamenti e pitture venerande", come recitano le parole del privilegio concesso in quell'anno da papa Leone X al Santuario. Già pericolante a metà del secolo, la chiesetta fu diroccata e venne in seguito ricostruita.

L'erezione dell'attuale tempio mariano, fortemente voluto dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, iniziò nel 1575 dietro progetto dell'architetto Pellegrino Tibaldi (detto il Pellegrini); alternando fasi di sviluppo a lunghi intervalli, l'opera di costruzione si protrasse fino ai primi decenni del XVIII secolO, con numerose modifiche, seppur di poco conto, rispetto al progetto originario del Pellegrini.

Nell'aprile del 1906 papa Pio X lo elevò alla dignità di basilica minore.

Il santuario di Caravaggio, oggi, oltre a fungere da importante luogo di preghiera, ospita un centro d'accoglienza per pellegrini ed ammalati, un centro di consulenza matrimoniale e familiare ed un centro di spiritualità. Gli edifici che ospitano tali attività furono ristrutturati sul finire del XX secolo dagli architetti caravaggini Paolo e Salvatore Ziglioli; l'auditorium ospita pregevoli vetrate del pittore caravaggino Giorgio Versetti. La cappella del centro di spiritualità, che venne inaugurata da papa Giovanni Paolo II durante il suo soggiorno presso il santuario nel 1992, ospita sculture ad opera del mozzanichese Mario Toffetti.

Il tempio monumentale sorge al centro di una vasta spianata circondata da portici simmetrici su tutti e quattro i lati, che corrono, con 200 arcate, per quasi 800 metri. Nel piazzale antistante il viale di collegamento con il centro cittadino si trova un alto obelisco in marmo con putti bronzei, opera di Rustico Soliveri, che, attraverso le sue iscrizioni, ricorda i diversi miracoli attribuiti dalla tradizione cattolica alla Madonna di Caravaggio. Poco oltre l'obelisco si trova una fontana di grosse dimensioni, la cui acqua passa sotto la chiesa, raccoglie quella del Sacro Fonte e confluisce nel piazzale posteriore, dove viene raccolta in una piscina a disposizione degli infermi per immergere le membra malate.

Un triplice viale alberato lungo circa 2 km, completato nel 1709, raccorda il Santuario al centro cittadino; al termine del viale, in corrispondenza dell'ingresso nel centro storico, si trova il trionfale arco di Porta Nuova, che reca nell'attico un gruppo marmoreo dell'Apparizione e fu eretto nel 1709 in occasione della solenne incoronazione della Vergine.


MUSEO SAME a Treviglio (Bg)

 Il museo ospita un'esposizione di macchine e prototipi corredati da materiale cartaceo ed iconografico che compongono un archivio a testimonianza delle innovazioni della storia della meccanizzazione agraria del secondo dopoguerra.

Il percorso espositivo ripercorre le tappe fondamentali del gruppo SAME che nel corso della seconda metà del XX secolo ha progressivamente acquisito importanti gruppi del settore come la svizzera Hürlimann, la tedesca Deutz-Fahr e l'italiana Lamborghini.

I trattori, i motori, le mietitrebbie e gli altri macchinari sono analizzati secondo tre diversi punti di vista: le macchine, l'evoluzione tecnica e la comunicazione pubblicitaria.

Tra i trattori più significativi esposti vi è la trattrice Cassani 40 CV del 1927, primo trattore al mondo con propulsore diesel. Vi è inoltre una sezione dedicata alle pompe d'iniezione e ai motori diesel nautici e per aviazione degli anni trenta.

Altri trattori presenti sono il SAME SA 1158 otto cilindri a V raffreddato ad aria del 1961 e il SAME 985P del 1973, capostipite dei trattori a propulsori dell'azienda.

Tra i modelli più innovativi vi è il SAME DA 25 del 1952, primo al mondo con quattro ruote motrici, e del 1969 vi è un gruppo di comando e di gestione del sistema idraulico che cambiò radicalmente il modo di lavorare la terra.

Tra gli altri modelli abbiamo il triciclo a petrolio del 1948, il Sametto 120 del 1957, il Puledro 35 del 1960 e il Centauro del 1965.

Data l'acquisizione del marchio Deutz-Fahr nel 1995 dal colosso Kloecher-Humboldt-Deutz il museo esibisce una serie di trattrici tedesche quali la Deutz MTZ 120 del 1929, il Deutz F1M del 1936 e F22 del 1939 e ampliando così la propria collezione con modelli anteguerra. Vi sono inoltre una mietitrebbia Fahr MDL del 1957 e un motore a quattro tempi Otto.

Vi è poi il marchio Lamborghini con il cingolato DL30C del 1957, il 1C del 1964 e il DL25 del 1955 a due ruote motrici. Ultimo nel gruppo per dimensioni è la Hurlimann con i suoi 1K10 del 1930 e H12 dei primi anni cinquanta.

Oltre agli automezzi e alle attrezzature vi è un'ampia documentazione cartacea e fotografica composta da: manuali operativi, pubblicazioni di vendita, e inserti pubblicitari. Adiacente al museo vi è inoltre l'Archivio Storico che contiene documenti riguardanti gli oltre sessant'anni di vita aziendale, posta non a caso visti i numerosi progressi tecnici vicino ai laboratori del gruppo dedicati alla ricerca e allo sviluppo.

GROTTE DI RESCIA (Co)

  Le sette Grotte di Rescia, unite in un unico complesso agli inizi del ‘900, si snodano lungo un  percorso turistico di ca. 500 m  alle pen...