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PALACE HOTEL a Varese (Va)

 

L'albergo fu progettato da Giuseppe Sommaruga nel 1911 e costruito in due anni. Il complesso (che inizialmente comprendeva una linea funicolare, un teatro, tiro al piattello, sale giochi e vari altri divertimenti) venne gravemente mutilato nella seconda guerra mondiale: alcune bombe destinate allo stabilimento Aermacchi, che sorgeva ai piedi del Colle Campigli, nell'aprile 1944, distrussero il complesso del Kursaal e la funicolare, lasciando intatta solo la stazione superiore di quest'ultima (adibita attualmente a bar estivo) e le fondazioni.

L'albergo fu fortunatamente risparmiato e riprese la propria funzione originale di hotel.

A differenza di altre strutture ricettive varesine (come il Grand Hotel Campo dei Fiori) il Palace non risentì eccessivamente della crisi turistica del secondo dopoguerra, riuscendo a proseguire l'attività.

Durante la seconda guerra mondiale divenne "Ospedale colle Campigli" e accolse i feriti che numerosi arrivavano dal fronte greco.

era stato realizzato a tempo di record: il progetto fu presentato il 12 febbraio del 1912 e il 5 luglio dell’anno successivo fu inaugurato.

Al 2013 la gestione è affidata alla "Società Grandi Hotel", di proprietà della famiglia Castiglioni. Nel 2016 la proprietà della struttura è passata alla società milanese “finalba seconda s.p.a.” con la gestione alberghiera a carico della società “GHP”(finalba group).

All'interno vi è anche il Ristorante Liberty.

0332 327100



VILLA CICOGNA MOZZONI a Bisuschio (Va)

 

Villa Cicogna Mozzoni di Bisuschio, in provincia di Varese, è un complesso architettonico progettato ed edificato durante il rinascimento, il primo corpo di fabbrica che aveva funzione di Casino di caccia fu edificato prima del 1440, il secondo (collegato con il primo) fu eretto dopo il 1530, diventando così una vera e propria villa di delizie, circondata da giardini su più livelli.

Nel casino di caccia, la famiglia Mozzoni soleva ricevere ospiti dell'alta società milanese che si confrontavano nell'antica arte della caccia, infatti in quel tempo la Valceresio era una meta privilegiata per la caccia all’orso bruno e al cinghiale.

Nel 1581 Angela, l’ultima erede dei Mozzoni, va in sposa a Gian Pietro Cicogna il quale in cambio della dote accetta di unire i due cognomi.
Il nuovo ceppo familiare continuò ad usare la Villa come luogo di svago e di delizie dove poter ospitare amici e parenti, andare a caccia e a pesca e godere delle meraviglie della natura così meravigliosamente “sintetizzate” nei giardini. Ancora oggi i discendenti della famiglia Cicogna Mozzoni si prendono cura di questa dimora. Dal 1957 sono visitabili il giardino e le 12 sale interamente affrescate e arredate con mobili e oggetti di varie epoche.
Oggi la Villa è anche sede di concerti, mostre, eventi culturali, è possibile affittare le sue sale per ricevimenti di nozze, cene di gala, set per film e foto.
La villa e il suo archivio storico sono posti sotto tutela con Legge: 364/1909; 1089/1939.
Dichiarata di interesse storico artistico con notifica del 19/5/1912, notifica del 6/7/1931, e notifica del 4/11/1941.

La villa e il giardino riaprono Domenica 27 Marzo.
La villa con le sue 12 sale affrescate e il giardino sono visitabili nei periodi e orari seguenti:
a partire da Domenica 13 Giugno 2021 fino a Domenica 31 Ottobre 2021,
TUTTE LE DOMENICHE E I FESTIVI
dalle 09:30 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 19:00.
E' consigliata la prenotazione a info@villacicognamozzoni.it oppure telefonando al 347 2775981.

Per gruppi superiori alle 20 persone è possibile visitare anche durante i giorni infrasettimanali con prenotazione obbligatoria.
Sopralluoghi per eventi
Riceviamo tutto l'anno su appuntamento per sopralluoghi per ricevimenti di nozze, servizi fotografici e spot pubblicitari, dal Lunedì al Sabato. Tel. 347 2775981

La villa è anche a disposizione per eventi e riti civili.

Per ogni esigenza che non riguardi strettamente lo Stato Civile, è necessario contattare direttamente l’Amministrazione di Villa Cicogna Mozzoni (Amministrazione Villa Cicogna Mozzoni S.a.s. Viale Cicogna, 8 21050 Bisuschio VA - tel. 0332/471134 fax 477693 e-mail info@villacicognamozzoni.it).
L’Ufficio dello Stato Civile osserva i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 09:00 - 12:30, il sabato 09:00 - 12:00, il martedì e il giovedì 17:00 - 18:30 (tel. 0332/470154 – fax 0332/850144 – e-mail anagrafe@comune.bisuschio.va.it).

VILLA MENAFOGLIO LITTA PANZA a Varese (Va)

 

Nella seconda metà del '700 il marchese Paolo Antonio Menafoglio acquistò dei terreni sul colle di Biumo Superiore, fece innalzare dei grandi muri perimetrali, che furono in seguito riempiti di terra, e sulla sopraelevata così ottenuta fece erigere la sua villa: un grande fabbricato a tre piani, a forma di U, aperto verso un ampio giardino all'italiana (con elementi spontanei), quasi sospeso sopra la città di Varese, unito con un ponte all'altrettanto sontuoso parco confinante delle Ville Ponti.

L'abitazione era stata essenzialmente concepita come una "villa di delizia", atta cioè non ad essere la residenza del proprietario, ma bensì un luogo dove organizzare ricevimenti ed eventi mondani. In effetti, lo spazio riservato alla servitù era molto ridotto.

La mala gestione delle finanze spinse i Menafoglio, nel 1823, a cedere la villa al patrizio milanese Pompeo Litta Visconti Arese, che a partire dal 1829 diede incarico all'architetto Luigi Canonica di ampliare il fabbricato, probabilmente in vista della sua elevazione al rango ducale (titolo che gli sarebbe stato conferito nel 1832 dall'imperatore d'Austria Francesco II).

I lavori si protrassero all'incirca tra il 1829 e il 1831. Canonica ricavò dai rustici le nuove scuderie e le rimesse per le carrozze, determinando un allargamento della piazza di fronte all'ingresso principale del fabbricato (oggi Piazza Litta). Egli disegnò, inoltre, un nuovo fabbricato a un solo piano, a pianta rettangolare resa ovale scantonando gli angoli per mezzo di colonne, destinato a ospitare la grande e sontuosa sala da pranzo, noto come "salone impero". All'architetto sono ascrivibili molti elementi della sala, inclusi la stufa, il disegno del pavimento, le console e tutti gli elementi di raccordo architettonico. In sostanza, Canonica trasformò la "villa di delizia" dei Menafoglio in una dimora signorile.

Nel 1956 il nuovo proprietario della villa, il conte Giuseppe Panza di Biumo, appassionato di arte contemporanea (soprattutto statunitense), iniziò a raccogliere nella villa un'ampia collezione di questo tipo di arte. In particolare invitò celebri artisti suoi contemporanei a trasformare alcune stanze della villa (specie nell'area dei Rustici) in altrettante opere d'arte ambientale: si possono tuttora ammirare le opere di arte ambientale create, tra gli altri, da Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin, appositamente per i locali della villa durante il soggiorno degli artisti in casa Panza.

Nella villa vera e propria raccolse invece opere quali tele monocromatiche e sculture minimaliste, opera degli artisti Phil Sims, David Simpson, Ruth Ann Fredenthal, Max Cole, Maria Nordman, Martin Puryear, Ford Beckman, Ross Rudell, Alfonso Fratteggiani Bianchi, Ettore Spalletti, Lawrence Carroll, Stuart Arends, Allan Graham, Winston Roeth. In totale sono raccolte cento opere di artisti contemporanei, armoniosamente accostate a preziosi arredi del XVI-XIX secolo ed esemplari di arte africana e precolombiana. Nel 1996 la villa entrò a far parte del patrimonio del Fondo Ambiente Italiano, a seguito della donazione dei proprietari Giuseppe e Rosa Giovanna Panza di Biumo (che si limitarono a mantenere il secondo piano come loro abitazione). Il FAI provvide ad effettuare i necessari restauri ed adeguamenti strutturali e, nel 2001, la villa fu aperta al pubblico.


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VILLE PONTI a Varese (Va)

L'area del colle di Biumo Superiore, posta in posizione dominante su Varese, venne occupata dal 1676 e sino alla fine del Settecento da un convento affidato ai frati carmelitani della comunità di Cuasso al Monte con la presenza di una chiesa dedicata a Santa Teresa e tre giardini a disposizione della comunità monastica. Il complesso era sorto su proprietà della famiglia Biumi e aveva usufruito dei lasciti della contessa Livia Taverna Arcimboldi e soprattutto della benevolenza del varesino Carlo Belloni, presidente del Senato di Milano. La chiesa di Santa Teresa, a uso del convento, era posta esattamente dove oggi si trova il cancello d'ingresso al complesso delle ville Ponti, con la facciata rivolta verso l'attuale piazza Litta. Dalla fiancata sinistra della chiesa, si apriva il convento che disponeva anche di un forno. Dei tre giardini che erano annessi al convento, quello immediatamente retrostante la chiesa era considerato come parte dello spazio sacro e, talvolta, utilizzato come camposanto, mentre gli altri due fungevano l'uno da parte integrante del chiostro, mentre l'altro era quasi certamente adibito per le coltivazioni a uso del convento.

Con le soppressioni giuseppine, nel 1799 la proprietà passò interamente al ricco industriale varesino Luigi De Cristoforis che a partire dal 1801 procedette a demolire completamente tutta la struttura conventuale (compresa la chiesa) e a edificare quella porzione di caseggiato oggi nota col nome di Villa Napoleonica, una vera e propria casa d'abitazione, su progetto del celebre architetto Leopold Pollack. Il complesso venne venduto nel 1823 alla famiglia Arpegiani e successivamente passò alla famiglia Ponti che, pur mantenendo l'antica struttura e le scuderie a essa annesse, fece edificare un più grande e maestoso complesso architettonico (attuale Villa Andrea Ponti) come simbolo dello status di ricchezza e notorietà raggiunto dalla famiglia a partire dal 1857. Il progetto del complesso e del giardino all'inglese attorno venne affidato all'architetto Giuseppe Balzaretto.

La Villa Napoleonica, nel 1859, divenne sede del quartier generale di Giuseppe Garibaldi impegnato nella battaglia di Varese.

Nel 1961 il marchese Gian Felice Ponti, ultimo discendente della famiglia, vendette l'intero complesso delle ville, compresi i loro arredi, alla locale Camera di Commercio, che lo adibì a centro congressi.

 VILLA ANDREA

La villa principale del complesso (villa "Andrea Ponti") venne costruita tra il 1858 e il 1859 per opera dell'architetto milanese Giuseppe Balzaretto (che si occupò altresì della riprogettazione dei giardini). La struttura, di stile neogotico appare monumentale ed è caratterizzata dai contrasti cromatici di rosa e bianco sulle facciate, sviluppandosi in un corpo cubico, ispirato al mastio di un castello, posto nel punto più alto della collina. Il progetto originario comprendeva anche due ali laterali di grandi dimensioni, che sarebbero state costruite con il medesimo stile, ma per volere dello stesso committente non furono realizzate.

Le sale interne si dispongono attorno a un atrio ottagonale con cupola in vetro alto ben 33 metri e sono riccamente decorate con affreschi e stucchi. Il tema delle decorazioni pittoriche varia nelle diverse sale: una di esse al piano terreno è, ad esempio, dedicata ai grandi talenti italiani nel campo della cultura, dell'arte e delle scienze, con grandi affreschi di Giuseppe Bertini rappresentanti "Galileo Galilei illustra il cannocchiale al doge di Venezia", "Alessandro Volta illustra l'invenzione della pila a Napoleone Bonaparte", "Cristoforo Colombo al ritorno dalle Americhe", "Guido d'Arezzo che insegna il canto a tre adolescenti". La decorazione comprende anche statue in bronzo raffiguranti Dante Alighieri e Michelangelo per opera rispettivamente di Giuseppe Bertini e di Odoardo Tabacchi. Sono presenti anche numerose tele d'epoca tra cui "Carlo Emanuele I di Savoia spezza le insegne del Toson d'oro di fronte all'ambasciatore di Spagna" di Alessandro Focosi.

Nel corso della sua storia, la villa ospitò anche personaggi di rilievo come ad esempio re Umberto I nel 1879, il duca degli Abruzzi nel 1901 e il principe ereditario Umberto di Savoia nel 1923. In tempi più recenti la villa ha ospitato il matrimonio civile tra il presentatore Daniele Bossari e la modella e presentatrice Filippa Lagerbäck il 1º giugno 2018.

VILLA NAPOLEONICA

La "Villa Napoleonica"' o villa "Fabio Ponti", costruita sul finire del XVII secolo, è l'edificio più antico del complesso, modificato in stile neoclassico tra il 1820 e il 1830. Fu acquistato dalla famiglia Ponti come residenza estiva nel 1838 e successivamente il parco (originariamente a sé stante) fu unito a quello della nuova villa "Andrea Ponti". La villa ospita eventi ed è completa di tutte le dotazioni congressuali.

L'edificio fu il quartier generale di Giuseppe Garibaldi nella cosiddetta battaglia di Varese, combattuta presso Biumo il 26 maggio 1859.


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Fax +39 0332 295166

VILLA VALENTINA a Tradate (Va)

 

La storia di Villa Valentina a Tradate cominciò oltre due secoli or sono, la parte più antica della residenza vide la luce sul finire del 700.

All’inizio del secolo successivo il proprietario, privo di eredi, la adibì a ospitare dei bambini, e la Villa divenne così il primo asilo per l’infanzia a Tradate. In seguito, le sue spaziose stanze accolsero una scuola di ricamo (Scuola Teodolinda Galvalisi) per giovani signorine che si preparavano alla vita matrimoniale.

Villa Valentina tornò all’originale destinazione di residenza privata nel 19esimo secolo, quando venne acquistata dal Sig. Lesnini che, a causa della suo handicap motorio, fece costruire la Villa moderna priva di barriere architettoniche.
Ma la sua precoce vocazione ad accogliere ospiti non si sopì e riemerse negli anni 90, allorché venne acquistata dalla Signora Castiglioni. 
A seguito di un’intelligente opera di recupero che mantenne intatto l’aspetto originario, fu creata la Villa e il B&B adiacente.

Il pavimento in cotto, le porte di legno, gli infissi della limonaia, i due camini tutt’ora funzionanti e il pozzo, risalgono all’epoca della fondazione.
Passeggiando sotto il porticato potrete riconoscere l’antico ricovero per le carrozze e il fienile, l’acero rosso con i suoi muri finemente ristrutturati con il loro naturale colore rosso amaranto che possono farci rivivere la storia passata anche nel secolo 2.0.
Le 5 stanze di Villa Valentina, adatte sia per soggiorni famigliari che aziendali, portano ognuna il nome di un fiore, richiamando il fiore stesso attraverso i raffinati decori che ornano la camera. Ogni mattina la colazione all’italiana o all’americana viene servita nella romantica sala a pian terreno o, nella bella stagione, in esterno sotto l’ombra dell’acero rosso. Nell’ampio giardino che circonda la Villa, attrezzato con aree relax, potrete godere della tranquillità e della bellezza del luogo.

Particolare attenzione viene prestata agli ospiti aziendali i quali possono anche richiedere un servizio taxi da e per Malpensa Airport.

La rimessa all’interno della Dimora permette ai turisti motociclisti e ciclisti di alloggiare sapendo di avere al coperto e al sicuro il proprio veicolo.

Nell’albergo sono ammessi i cani di piccola taglia.

0331 841507
https://www.villa-valentina.it/contatti.php

GROTTE DI RESCIA (Co)

  Le sette Grotte di Rescia, unite in un unico complesso agli inizi del ‘900, si snodano lungo un  percorso turistico di ca. 500 m  alle pen...